Articoli con tag sport

Salute

Lino ToffoloIl mio amico Aldo (Bacco, tabacco e Venere la sua Santa Trinità) ha sempre detto (registro) “Se vuoi crescer sano e fort sta lontano dallo sport!  Ma se proprio non ti vuoi mai ammalare, fa l’artigiano (come lui): il vero mestiere della salute!  Per gli artigiani la febbre comincia a 39 gradi, 38, 5 è temperatura alta, e con 37 bevono qualche ombra per tirarsi su.  Un infortunio ad un braccio serve per sviluppare l’altro: vale anche per i piedi.  ” ecc.  Le prevenzioni-malattie della mutua sono come le previsioni del Meteo: portano solo rogna: i veri terroristi!  Domani, anziani e bambini, moriranno dal caldo (o dal freddo) e, a tutti i costi dobbiamo prendersi la “suina”: ormai, l’influenza obbligata!  più difficile da prendere che la lotteria!  “.  Poi, da perfetto e noioso qualunquista, sostiene, naturalmente, che i più cagionevoli di salute sono i soliti statali, comunali ecc.  “Basta che uno gli suoni il clarino da vicino per prendersi il raffreddore!  “.  Che l’effetto del “vaccino Brunetta” sarà breve, e che “poi – come le zanzare – il virus tornerà più forte di prima!  La vera pericolosa malattia è l’allergia al lavoro vero!  “.  Informato, da tutto il bar, che nel Nord-Est ci si ammala meno del resto d’Italia e che probabilmente verranno tutti qui, è stato un momento in silenzio.  Ha bevuto mordendo il bicchiere.  A faccia tirata e sottovoce ha detto delle cose che non posso scrivere.  Poi se n’è andato, claudicante (un incidente di lavoro), con tutto il peso della ciccia, ossa e anni.  Ha risposto al saluto con la mano, senza girarsi.

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In casa

Lino ToffoloLa telepatia adesso si chiama Face Book.  In contatto diretto minuto per minuto.  “Ciao esco”.  “Ciao ci sentiamo dopo”.  Computer, internet ecc.  Roba da giovani naturalmente.  Ci provano anche gli anziani (pochi) ma fanno tenerezza come quando (ricerca emozione infantili) corrono sudati per le strade.  Tutte queste invenzioni elettroniche stanno aumentando la velocità del vivere: anche se la digestione ricorda – e la burocrazia esaspera – che purtroppo “per ogni cosa ci vuole il suo tempo”.  Ma soprattutto stanno annullando le distanze.  Magari virtuale, ma tutto è ormai a portata di mano.  Oltre che le normali videoconferenze: uno a New York, un altro a Tokio, Londra ecc.  fanno persino interventi chirurgici a distanza.  Non so chi abbia detto che “internet ha avuto persino il merito di tenere i pervertiti in casa attaccati al loro computer!  ” (anche se ogni tanto qualcuno usa il portatile).  Adesso i ricercatori anziche migrare (come si usa dire) all’estero, riescono a lavorare “tutti insieme” stando ognuno nel loro studio.  Magico!  “Aspetta un momento che ricontrollo l’idea con i cinesi, americani e russi”.  Neanche a Venezia da finestra a finestra in calle si riesce a tanto!  Il problema, eventualmente, sarà per chi ha interessi nei trasporti.  “Passeggeri?  “.  “Solo il controllore!  “.  E (al bar) del tema serio e preoccupante del “far l’amore distanza”?  Aldo, perplesso, continua a sostenere che baciare un computer “sarà nuova, ma non è la stessa cosa!  “.

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L’abito fa il monaco!

Lino ToffoloNella nostra epoca di immagine e comunicazione veloce è determinante quello che sembra: la sostanza è optional. “E’ vecchia! Lo sappiamo tutti”. “Si, ma è bene ripeterlo, anche per quelli che sono arrivati in ritardo”. Conta poco che uno sia intelligente se non lo da a vedere. E uno con la faccia da scemo non vuol dire che sia scemo sul serio (anche se la maggior parte delle volte è proprio vero così: guardarsi allo specchio per convincersi). Negli sport, escluso le corse e i salti, dove ci sono i cronometri e le assicelle, è difficile misurare le capacità degli atleti. Valutare, nella vita, le capacità e qualità dell’intelletto è difficilissimo. Se poi la classifica si basa sul gusto “a me piace, a me non piace” è impossibile: il fascino (e i bidoni) dell’arte. Di qui la nascita dei critici, intenditori, delle firme… di qualcuno o qualcosa che te lo garantisca. Noi anziani – in maggioranza ex poveri e ignoranti – a furia di organizzare in corsi, qualsiasi attività dei figli (corso di calcio, nuoto, computer, inglese ecc.) gli abbiamo inculcato che per essere qualcuno devono averne il diploma. E peggio ancora che, avendolo, ne acquisiscano anche le qualità. In realtà se un “mona” si laurea ingegnere (basta avere pazienza) non è che diventa intelligente, è purtroppo solo un ingegnere “mona”. Ma ormai vale “il pezzo di carta”, “lo ne ho due”, “lo ne ho tré, sono più bravo”. Ci sono lauree e diplomi di tutto: suonatori, commercialisti, cantanti, ragionieri, avvocati ecc. Che creano anche problemi. Perché se uno fa il portapacchi, può anche essere felice, ma se lo fa da “diplomato attore che non recita (perché non è un artista)” può facilmente diventare un portapacchi frustrato. Ma ormai “evviva il pezzo di carta e scuole dappertutto” (anche furbette) che insegnano di tutto (anche niente). Arriveremo a diplomi di soffia bollicine di sapone, fumatori vecchie sigarette, sbadigliatori, mangia unghie, paurosi per conto terzi, assaggiatori di brodo che scotta, ecc. Buongiorno dottore!

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Il ponte a Murano

Lino Toffolo“Se Venezia non avesse il ponte che la congiunge alla terraferma l’Europa sarebbe un’isola”. Geniale e spiritosa osservazione del buonanima Mario Stefani, poeta. Adesso Murano – con proposta approvata dal consiglio di quartiere – ne vorrebbe un altro che congiugesse l’isola del vetro con Tessera: che gli europei non si sentano abbastanza collegati? “Un ponte faciliterebbe l’andirivieni turistico e lavorativo!”. “Però conporterebbe anche un terminal con auto, moto, bus e camion per le merci: che comunque, per la consegna e ritiro, dai vari punti dell’isola, sempre in barca si dovrebbero caricare”. “Però le fabbriche potrebbero spostarsi verso il terminal”. “Dando vita così a una miniatura del problema Venezia-Mestre”. I pro e i contro si sprecano. D’altra parte viviamo in un momento di totali contraddizioni: vogliamo dimagrire mangiando, e andare dove c’è gente lamentandoci di non essere soli. I collegamenti stanno diventando un’ossessione. Vogliamo andare velocemente dappertutto. Ma volendolo tutti si finisce per passare la vita in macchina, fermi. In certe citta i sorpassi si alternano: la macchina sorpassa nel viale e il pedone sorpassa ai semaforo o all’ingorgo. Toni, in disaccordo per uno nuovo, farebbe saltare anche i ponte della Libertà: “Le macchine devono fermarsi a Mestre! In laguna si va in barca, senza fare onde, e ammirando il paesaggio!”. “E a chi non piace?”. “Lo mandiamo in terraferma!”. “E la sublagunare?”. “Mi sta bene. Ma solo per il trasporto merci. I turisti vogliono vedere Venezia e la laguna. Non vengono qui per fare i minatori!”. Più di qualcuno ha, degretamente, il progetto di interrare anche il Canal Grande, “finalmente si farà presto ad attraversare la città!”. Bisognerà stare attenti. “Non le macchine da noi, semmai i “macchinisti in terraferma!”. Comunque possiamo stare tranquilli: non succederà niente per due ragioni. Prima, perchè tutto quello che deve passare per il Comune, Regione, Stato non si realizza prima di un centinaio d’anni (Mose, passante, stadio ecc.). Seconda, più realistica, perchè ci salverà l’elettronica. Sarà il “virtuale” la nostra vita. Niente macchine, treni, sublagunari, ecc. Vivremo il mondo stando a casa. E probabilmente, alla fine. terneremo alla fantasia: che oltre a non costare niente, non ha neanche bisogno delle antenne che ci inquinano.

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