Articoli con tag ricchezza
Protezione
Scritto da Lino Toffolo in I miei articoli il 16 febbraio 2009
I delinquenti, assassini, stupratori, uxoricidi ecc. che i media ti portano premurosamente a casa tutti i giorni “ oh che bello!” non ti fanno felice. Ma mette più a disagio l’avvertimento che (tsunami, terremoti, valanghe ecc.) “la situazione è sotto controllo!”. Che (trad.popolare) – come “più palline della critica, piu significa che il film è noioso” – ti fa capire che stai davvero “rischiando la vita“. Toni:” Perché se quattro veci insensai che no sa gnanca usar el telefonin! Adesso ghe xe la Protezione Civile”. “Bravo! cussi ti mor tranquillo co el telefonin in man!“.
Gli Enti Inutili sono iniziative spiritose. “Lei cosa fa?”. “L’inutile!”. Ma la Protezione può anche servire davvero! Una volta, rifugio di quelli che volevano evitare il servizio militare, adesso, tolto l’obbligo di leva, la Protezione sembra un po’ un sussidio di passaggio per molta gioventù, o un’anticipo pensione per adulti. “Speriamo non sia cosi!”. Il Dio italico è soprattutto la “furbizia”.
Le grandi aziende spartiscono i guadagni tra pochi, e i debiti, con tutti gli altri! Una volta si diceva che un’assunzione in Rai era fatta di quattro: “un democristiano, un socialista, un comunista e uno di bravo!”. Adesso speriamo ne bastino due. Purtroppo la ricchezza che “solo spostiamo” e “sperperiamo” in tanti è prodotta da i soliti pochi (contadini, artigiani e piccola industria) speriamo non se ne accorgano mai! E se succede, che non si arrabbino troppo!
La scuola
Scritto da admin in I miei articoli il 14 febbraio 2009
La frutta è sempre stata cara. L’euro non centra. Ai tempi di Adamo ed Eva una mela costava l’ira d’Iddio. Ed è stato proprio per vendetta che Padreterno ha dotato l’uomo della curiosita e necessità del sapere. Ma, contemporaneamente, anche della grande difficoltà e pigrizia del farlo: “Studia!”. “Non ho voglia”. La scuola, infatti, è dell’obbligo – che se non ci vai vengono a prenderti i carabinieri – se no pochissimi sarebbero i frequentatori volontari (ai miei tempi gli affezionati erano solo i ripetenti). Prova chiedere ai ragazzini se preferiscono studiare o, che so, giocare a pallone: scuole deserte. Altro che insegnanti precari, insegnanti a casa! La cultura fino a poco tempo fa, sapeva di ricchezza: significava interessarsi dei problemi della mente e dello spirito: contro la quasi totalità dove lo studio giornaliero era come sopravvivere trovando da mangiare. Il frigo da aprire “cosa mangio adesso?” non c’era: e ci fosse stato, il vuoto, avrebbe rimandato solo l’eco della domanda. Adesso ci sono i vocabolari, le enciclopedie. Li vendono, anche dal giornalaio. La curiosità è sapere chi li legge. Siamo dei portatori sani di cultura: l’abbiamo in casa, sottomano, ma non ci contagia. Tutti vanno a scuola, anzi, ci vivono, ma vista la scelta che facciamo dei programmi televisivi… ! “Perchè alla sera sono stanco, non mi va di impegnarmi tanto, preferisco qualcosa di leggero” ecc. Siamo “anti” nel Dna. L’uomo è sicuramente l’animale superiore, ma purtroppo anche nel tempo di maturare. Nonostante le cure dei genitori e poi degli insegnanti impiega una vita ad imparare qualcosa. E quando vedo un motociclista penso anche come, contro un albero o sotto un camion, si possa sprecare tutto (compreso il costo) in un attimo. Adesso a scuola non cominciano più neanche lo stesso giorno: forse per dare un tocco di fantasia. La scuola: ” ‘na peata de ricordi”. Grembiulini neri, collarini bianchi e strisciette rosse sul petto. Odori di quaderni, gomme, inchiostro e matita copiativa: il dolcetto dei poveri. Cinque anni di elementari, cinque anni di guerra: è terminata perchè avevo terminato io: chissà se continuavo a studiare cosa succedeva.