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Gastu mai pensà

GASTU MAI PENSA’
Testo originale veneziano
HAI PENSATO MAI
Traduzione italiana
Gastu mai pensà
Ai fiori, quando che i xe tanti,
e pieni de colori, coriandoli sull’erba.
E a le nuvole

Gastu mai pensa
Leggere, bianche, rosa o nere,
a strise in mexo al cielo, scalini de bombaso
ghe gastu mai pensa

E all’acqua che a tomboloni
‘riva su la spiaggia
se destira un poco
po’ ritorna mar

gastu mai pensà
a le stelle, fatte co un aghetto
su un cielo tutto de carta…
e a tante robe ancora.

E senti, scusime
Gastu mai pensà…
A mi.

Hai pensato mai
Ai fiori, quando sono tanti ,
e pieni di colori, coriandoli sull’erba.
E alle nuvole

Hai pensato mai
Leggere, bianche rosa o nere
A striscie in mezzo al cielo, scalini di bambagia
Tu ci hai pensato mai

E all’acqua che a tomboloni
‘riva sulla spiaggia
si distende un poco
poi ritorna mar

hai pensato mai
alle stelle, fatte con un aghetto
su un cielo tutto di carta,
e a tante cose ancora.

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DVD

DVD "Nuvole di vetro"La storia:  ad un mediocre e normale maestro vetraio di Murano – con normali amici e normali problemi di casa, famiglia e lavoro – vede un giorno apparire l’immagine di una cinese su di un vaso che sta lavorando. La incontra. Gira per le calli di Venezia, in barca per i canali, infine va ad una festa in maschera – in un palazzo – la quale si concluderà con fuochi d’artificio e romantica notte d’amore. Il giorno dopo…

E’ un film, e credo proprio per la prima volta, completamente e strettamente in veneziano. Non tanto per fare il testardo polemico folcloristico dialettale. Ma per usarlo come linguaggio, parlato e figurativo. La mia lingua infatti, in tutti i sensi, è il veneziano, e per quello che può ancora esprimere, a modo mio, la uso.

Pur accettando e vivendo il dinamismo del nostro tempo il punto di riferimento è il “salotto veneziano” del ‘700, dove si parlava di tutto – anche di cose tragiche – sempre però con leggerezza e fantasia. Dove era d’obbligo essere spiritosi ma non volgari (Baffo è una particolare parentesi a parte).

Credo che i veneziani (ed i veneti) abbiano ancora un punto di vista originale. Sparirà tutto, ci omologheremo tutti finendo ad “amburgher” ed insalata (nutriente e pratico) ma fintanto ci sarà la pasta con i fagioli trovo giusto, divertente e gustoso, approfittarne.

Lino Toffolo 

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Recensioni

Lino Toffolo è un “venessian” sui generis. Appartiene ad un’altra razza, probabilmente da segnalare al WWF come specie a rischio di estinzione. La sua leggerezza, il suo tratto, vengono dritti da Carlo Goldoni.
… una storia che non è quasi neanche una storia, ma un sogno.
… una Venezia impossibile, onirica e fragile come il vetro soffiato… che non ha nulla della cartolina turistica ma nemmeno della Venezia marcescente e mortuaria cara a molto cinema
Roberto Pugliese (Il Gazzettino)

 
Le musiche di Paolo Toffolo connotano questi momenti “clou” cui fanno da gustoso contrappunto le vigorose scene interpretate nel segno di un ruspante realismo
Giuseppe Barbanti (La Nuova Venezia)

 
… in stile documentaristico che diverte, fa riflettere e disegna finalmente una città viva e non stereotipata.
Raffaele Avella (Corriere della Sera)
 

… una storia che si potrebbe definire di realismo fantastico. Saporosissima, con echi goldoniani.
Pietro Zanotto (Il Gazzettino)

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