Articoli con tag mose
Il ponte a Murano
Scritto da admin in I miei articoli il 14 febbraio 2009
“Se Venezia non avesse il che la congiunge alla terraferma l’Europa sarebbe un’isola”. Geniale e spiritosa osservazione del buonanima Mario Stefani, poeta. Adesso Murano – con proposta approvata dal consiglio di quartiere – ne vorrebbe un altro che congiugesse l’isola del vetro con Tessera: che gli europei non si sentano abbastanza collegati? “Un faciliterebbe l’andirivieni turistico e lavorativo!”. “Però conporterebbe anche un terminal con auto, moto, bus e camion per le merci: che comunque, per la consegna e ritiro, dai vari punti dell’isola, sempre in barca si dovrebbero caricare”. “Però le fabbriche potrebbero spostarsi verso il terminal”. “Dando vita così a una miniatura del problema Venezia-Mestre”. I pro e i contro si sprecano. D’altra parte viviamo in un momento di totali contraddizioni: vogliamo dimagrire mangiando, e andare dove c’è gente lamentandoci di non essere soli. I collegamenti stanno diventando un’ossessione. Vogliamo andare velocemente dappertutto. Ma volendolo tutti si finisce per passare la vita in macchina, fermi. In certe citta i sorpassi si alternano: la macchina sorpassa nel viale e il pedone sorpassa ai semaforo o all’ingorgo. Toni, in disaccordo per uno nuovo, farebbe saltare anche i della Libertà: “Le macchine devono fermarsi a Mestre! In laguna si va in barca, senza fare onde, e ammirando il paesaggio!”. “E a chi non piace?”. “Lo mandiamo in terraferma!”. “E la sublagunare?”. “Mi sta bene. Ma solo per il trasporto merci. I turisti vogliono vedere Venezia e la laguna. Non vengono qui per fare i minatori!”. Più di qualcuno ha, degretamente, il progetto di interrare anche il Canal Grande, “finalmente si farà presto ad attraversare la città!”. Bisognerà stare attenti. “Non le macchine da noi, semmai i “macchinisti in terraferma!”. Comunque possiamo stare tranquilli: non succederà niente per due ragioni. Prima, perchè tutto quello che deve passare per il Comune, Regione, Stato non si realizza prima di un centinaio d’anni (Mose, passante, stadio ecc.). Seconda, più realistica, perchè ci salverà l’elettronica. Sarà il “virtuale” la nostra vita. Niente macchine, treni, sublagunari, ecc. Vivremo il mondo stando a casa. E probabilmente, alla fine. terneremo alla fantasia: che oltre a non costare niente, non ha neanche bisogno delle antenne che ci inquinano.
L’acqua alta e bassa
Scritto da admin in I miei articoli il 14 febbraio 2009
L’acqua alta crea problemi? Ormai è normale, ma almeno diverte i turisti “oh che bello lavarsi in Piazza San Marco!”. “Vustu veder che a casa no i la ga?”. Ma anche l’acqua bassa, a problemi, non è che scherzi. E oltre a far scoprire tutte quelle parti normalmente non viste – poco simpatiche e meno ancora rassicuranti – della città (chissa come mai molte case e palazzi non sono ancora rovinati in canale) non diverte neanche i turisti. Anzi. “Si può fare un giro in gondola?”. “Nol vede che la xe in secca?! Se proprio el vol, el monta. Ma al massimo, i ghe pol mostrar un documentario”. Gli stivali di gomma è bene tenerli in uso perchè possono servire per “passar treghetto” a piedi. So che c’è già una proposta (noi i problemi li risolviamo subito) di mettere le ruote alle idroambulanze in modo che possano correre in secca, salire sulle rive, e magari con una bella rincorsa fare anche le scale e prelevare il malato direttamente dalla camera. Irrisolvibile sembra sia il problema dei pompieri “come si fa se manca l’acqua?”. Portarsela in bottiglie da casa, o, come dice Toni, “a bocconae”? Bepi assicura che è “difficilissimo!”. Polizia e carabinieri pare che nel caso sarebbero propensi di risolvere con gli arresti domiciliare “finche la cresce”. Aldo sogna una secca totale della laguna “perchè no? c’è stata anche ghiacciata totale nel ’29!” per andare a “caparossoli” e “a busi a gò” ( trad. per i turisti: entrando con le mani nelle tane dei pesci in barena). La preoccupazione è che adesso non si voglia inventare un MOSE all’incontrario, oltre che a quello per fermarla, uno che la faccia entrare “prego si accomodi, grazie”. Anche se, rasserenante, è il fatto che ci sarebbero sempre, almeno una cinquantina d’anni d’aspettare. I veneziani stanno passando un periodo particolare, prima a lagnarsi per l’acqua alta, adesso per quella bassa:”Non si potrebbe avere un’acqua sempre normale?”. Si, ma rischiando la monotonia: il vero problema dell’uomo. Padreterno sembra abbia cacciato i Due perche stufo di sentirli lagnarsi per la monotonia. E Loro sembra abbiamo mangiato il pomo per la stessa ragione:”Sempre tutto bello, buono, tranquillo, costante… speriamo cambi qualcosa”. E purtroppo è cambiato.