La telepatia adesso si chiama Face Book. In contatto diretto minuto per minuto. “Ciao esco”. “Ciao ci sentiamo dopo”. Computer, internet ecc. Roba da giovani naturalmente. Ci provano anche gli anziani (pochi) ma fanno tenerezza come quando (ricerca emozione infantili) corrono sudati per le strade. Tutte queste invenzioni elettroniche stanno aumentando la velocità del vivere: anche se la digestione ricorda – e la burocrazia esaspera – che purtroppo “per ogni cosa ci vuole il suo tempo”. Ma soprattutto stanno annullando le distanze. Magari virtuale, ma tutto è ormai a portata di mano. Oltre che le normali videoconferenze: uno a New York, un altro a Tokio, Londra ecc. fanno persino interventi chirurgici a distanza. Non so chi abbia detto che “internet ha avuto persino il merito di tenere i pervertiti in casa attaccati al loro computer! ” (anche se ogni tanto qualcuno usa il portatile). Adesso i ricercatori anziche migrare (come si usa dire) all’estero, riescono a lavorare “tutti insieme” stando ognuno nel loro studio. Magico! “Aspetta un momento che ricontrollo l’idea con i cinesi, americani e russi”. Neanche a Venezia da finestra a finestra in calle si riesce a tanto! Il problema, eventualmente, sarà per chi ha interessi nei trasporti. “Passeggeri? “. “Solo il controllore! “. E (al bar) del tema serio e preoccupante del “far l’amore distanza”? Aldo, perplesso, continua a sostenere che baciare un computer “sarà nuova, ma non è la stessa cosa! “.
In casa
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