T.A.R


Lino ToffoloQuando, da ragazzini, si litigava per un torto subito, se l’avversario era troppo forte, si andava dalla mamma.  Ma il deterrente era la minaccia di chiamare lo “zio”: ne avevamo tutti uno che di forza assicurava la giustizia!  Adesso, da grandi, abbiamo la sensazione che lo “zio” sia stato sostituito dal “TAR”.  “Cos’è, un camion?  “.  No!  Risposta esatta per i quiz: Tribunale Amministrativo Regionale.  “Hai subito un’ingiustizia?  Vai al TAR!  Il tribunale che viene subito dopo quello di Padreterno!  “.  E’ quindi normale che gli extracomunitari, eroi della fame, per i “permessi di soggiorno” vi ricorrano sempre più numerosi.  Anche perché hanno capito che la Repubblica Italiana è, si, fondata sul lavoro (degli altri) ma soprattutto sui “pezzi di carta”.  L’importante non è essere bravi, onesti, buoni ecc.  ma avere un pezzo di carta che lo dichiari.  Le lauree (quasi obbligatorie) saranno sempre più brevi fino ad anticiparle.  Come  un mutuo.  “Io ti do la laurea e dopo, con calma, a rate, tu (qualcosa) studi”.  Gli extracomunitari per essere sicuri di rimanere – oltre che sposare vecchi agonizzanti – dovrebbero commettere qualche reato penale  (che non sia però antipatico e antigienico come le stupro: roba da “dente per dente!  “): con la lunghezza dei nostri processi: “P(ena)artenza, mai!  “.  E chissà che qualche furbo non ci abbia tragicamente già pensato!

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