“Un bel boresso ti ga, andar far el mona in maschera! “. L’originalita del nostro carnevale sarebbe quella di “farlo”, di parteciparvi, di un festeggiare e divertirsi insieme. Ed invece, purtroppo, sta sempre più affermandosi il modo “terrafermiero” (Viareggio ecc. Carri e sfilate) di andarlo vedere: la sindrome del curioso? il virus del Grande Fratello? L’anima profonda del carnevale sarebbe la trasgressione. Ma adesso cosa vuoi trasgredire? Dalle uscite entriamo normalmente! Mangiare e bere? “Ancora! Mangiamo – per fortuna – anche se troppo, tutti i giorni”. E non è neanche trasgressivo mettersi a dieta. “Lo siamo già! “. Truccarsi? I giovani sono quasi tutti tatuati (senza ritorno, doccia inutile). Tra-vestirsi? Molte ragazze – oltre a seni finti e labbrone da infiltrazione- mettono (o tolgono), normalmente, abiti, talmente senza pudori, che le marchette non sanno più cosa usare per farsi notare. “Tolto il piacere di esibire il costume di “gran sartoria” (anche se fatto in casa) “guarda che bella e che brava che sono! “, per mascherarsi ci vuole un’ingenuità che si trova ancora solo nel tifo calcistico. “E’ perché siamo intossicati di cattive notizie: crisi, guerre, rapine, stupri ecc.! “. Può darsi. Ma forse, è diventato solo per turisti che, per fortuna, arrivano in tantissimi (sono quasi in maggioranza anche alla vogalonga! ) e che si guardano tra di loro “mascherati” soprattutto da borghesi. “E i veneziani? “. Tra poco, appena il Comune ci pagherà per fare i pochi veneziani doc rimasti “anche parlano”, con un piccolo aumento, faremo anche il carnevale in maschera!
Carnevale
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